Birra artigianale: la Sicilia al lavoro sulla legge regionale

Valorizzare i microbirrifici e le birre artigianali siciliane, promuovendo lo sviluppo del settore e puntando alla creazione di una filiera brassicola regionale attraverso l’incentivo alla produzione locale delle materie prime.

Se ne è discusso all’Assemblea Regionale Siciliana per iniziativa del vicepresidente Nuccio Di Paola nel convegno “Artigianale è meglio”, tenutosi in sala Pio La Torre, che ha visto la partecipazione del direttore generale di Unionbirrai, Vittorio Ferraris, del referente regionale Mimmo La Gioia e del referente Unionbirrai Beer Tasters Sicilia, Massimo Galli. Il disegno di legge a firma dell’Onorevole Giorgio Assenza è già incardinato in Commissione Attività produttive all’ARS e unitamente al disegno di legge dell’Onorevole Fabio Venezia rappresentano preziosi punti di partenza per una regolamentazione del settore.

«Ringraziamo il vicepresidente Di Paola per la lodevole iniziativa che ha coinvolto tutti gli assessorati interessati, dall’agricoltura allo sviluppo economico, nonché tutte le forze politiche di maggioranza e opposizione per un dialogo che si preannuncia costruttivo e proficuo – dichiara Vittorio Ferraris, direttore generale Unionbirrai -. Abbiamo esaminato le criticità del territorio siciliano e gli strumenti che la Regione Sicilia può mettere in campo per sostenere le microimprese artigianali e la realizzazione delle filiere locali, con incentivi alla produzione di materie prime del territorio. Una giornata molto partecipata che ci fa ben sperare nel prosieguo dei lavori normativi».

«Sono ben 60 i microbirrifici nati dal 2004 ad oggi – ha dichiarato il vicepresidente dell’ARS, l’Onorevole Nuccio Di Paola – segno di un settore molto interessante per l’economia e per l’occupazione in Sicilia. Le aziende, attraverso la loro associazione di categoria che è Unionbirrai, chiedono alle istituzioni attenzione per quanto attiene ai costi maggiori che vi sono in Sicilia rispetto ad altre regioni, soprattutto per l’approvvigionamento idrico ed energetico, per la logistica e per l’acquisto delle materie prime. Le microimprese chiedono la possibilità di consentire la rivendita e la mescita in birrificio, creando anche un ciclo virtuoso di turismo esperienziale, legato ad esempio anche alla possibilità di poter abbinare alle birre, anche prodotti tipici di ciascun’area della nostra Sicilia. Occorre mettere nero su bianco delle iniziative di regolamentazione che consentirebbero a queste microimprese di fare sistema tra loro, slegando la commercializzazione della birra artigianale dal solo periodo di maggior presenza turistica. Per queste ragioniinsieme ai colleghi oggi presenti, Stefania Campo, Angelo Cambiano, Antonio De Luca e Luigi Sunseri, che ringrazio, unitamente ai colleghi di tutti gli schieramenti, ci poniamo al fianco del comparto, contando su un appoggio altrettanto unanime dell’Aula per varare questa riforma».

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