Dai pavimenti ai tetti delle cantine: le soluzioni Sika

Ogni parte dell’edificio, dalle fondamenta alla copertura, gioca un ruolo chiave nella protezione del prodotto e nella sicurezza della produzione. SIKA si distingue per l’ampiezza dell’offerta e la capacità di proporre soluzioni tecniche su misura.

Protezione superfici verticali: Sikagard® WallCoat N

Spesso, in un processo di costruzione o ristrutturazione, si presta grande attenzione alle pavimentazioni, considerate il cuore strutturale di un’industria. Andrea Gaetani, Area Manager Flooring di Sika Italia: «Le pavimentazioni vengono spesso indicate come il motore di una struttura produttiva: sono sotto gli occhi di tutti e sono a diretto contatto con operatori e macchinari; sono continuamente sottoposte a sollecitazioni di diverso tipo dovute al carico delle macchine, a sversamenti di prodotti, etc. Sono dunque al centro dell’attenzione di un’industria produttiva. Tuttavia, in ambito beverage, anche le pareti verticali non devono essere sottovalutate: esse sono molto più che semplici elementi strutturali, bensì il guscio all’interno del quale avviene la produzione. Spesso, indirettamente, durante i processi di pulizia delle attrezzature o dei pavimenti, anch’esse sono sottoposte a stress che possono comprometterne l’integrità e soprattutto l’igiene, facendole diventar luoghi di accumulo di sporco. Le pareti indubbiamente contribuiscono a garantire igiene e sicurezza: se non sono adeguatamente protette, rischiano di danneggiarsi e favorire la formazione di muffe, batteri e alghe, mettendo a rischio la qualità del prodotto finale e di tutta la filiera produttiva». 

Per garantire la sicurezza delle pareti verticali soprattutto nei luoghi di produzione, SIKA ha sviluppato Sikagard® WallCoat N, un innovativo rivestimento epossidico a base acqua. Questo sistema filmogeno crea una barriera protettiva spessa tra 150 e 300 micron, garantendo un’elevata resistenza contro umidità e agenti chimici. «Si tratta di una soluzione altamente votata all’igiene, in grado di impedire l’attecchimento di muffe e batteri – spiega Gaetani -. La superficie impermeabile e allo stesso tempo traspirante facilita la pulizia e riduce l’accumulo di sporco, garantendo una sanificazione più efficace».

Uno dei principali punti di forza di Sikagard® WallCoat N è la sua semplicità di applicazione. A differenza di altri prodotti, non richiede primer ed è estremamente versatile dal punto di vista applicativo. Può essere steso in 2-3 mani direttamente su intonaco o calcestruzzo, velocizzando il lavoro e riducendo i costi di posa. Anche la manutenzione è molto semplice: acqua e una spazzola a setole morbide sono sufficienti per rimuovere lo sporco, senza la necessità di detergenti aggressivi o lavaggi ad alta pressione.

Per sfide più impegnative: Sikagard®-7000 CR

Applicazione di Sikagard®-7000 CR

Nel settore beverage e imbottigliamento esistono, tuttavia, situazioni in cui pareti e pavimenti sono sottoposti ad aggressioni chimiche forti – ambienti a pH estremi, ad alte temperature, fortemente oleosi, ecc. Spiega Gabriele Gazzaniga, Product Engineer linea Flooring Sika Italia: «Anni fa SIKA ha sviluppato una soluzione per il trattamento di ambienti davvero estremi, come le pareti dei digestori di impianti a biogas. La molecola sviluppata e brevettata, si è poi evoluta dando origine a Sikagard®-7000 CR, oggi proposto dall’azienda per il trattamento di pavimenti e pareti soggetti ad elevate aggressioni quali sversamenti di acidi, ecc. Sikagard®-7000 CR è un prodotto unico sul mercato, caratterizzato da elevatissima resistenza chimica e ottime prestazioni meccaniche. Si distingue non solo per la sua eccellente resistenza chimica, ma anche per l’elasticità, una caratteristica che i prodotti epossidici non riescono a ottenere. La combinazione di resistenza ed elasticità consente di utilizzare questo prodotto in una varietà di ambienti industriali. Inoltre, un aspetto distintivo di Sikagard®-7000 CR è la bassa emissione di VOC (sostanze organiche volatili), rendendolo ideale anche per applicazioni in ambienti confinati e con scarsa ventilazione, senza compromettere la salute degli operatori ed eventuali produzioni in atto».

Le membrane liquide Sikalastic® per coperture: versatilità e sicurezza

Ogni azienda ha un tetto sopra la testa e, come dice Tommaso Gattolin, Business Development Manager Roofinf e Waterproofing Sika Italia, i materiali da copertura non sono necessariamente specifici per un settore anziché per un altro. Tuttavia, alcune soluzioni di impermeabilizzazione proposte da SIKA si rivelano particolarmente adatte alle cantine. Perché? Spiega Gattolin: «Essendo liquide, queste impermeabilizzazioni si adattano perfettamente a strutture architettoniche complesse, da design innovativi e forme non convenzionali, spesso presenti nelle cantine vinicole. In questi casi, l’uso di un rivestimento impermeabile di tipo tradizionale (ovvero realizzato in teli prefabbricati) potrebbe non valorizzare l’opera così come è stata progettata».  Il nome? Sikalastic®, una gamma di membrane liquide impermeabili di SIKA identificata nella categoria LAM (Liquid Applied Membrane).

Copertura LAM: essendo liquide queste impermeabilizzazioni di adattano a strutture architettoniche complesse come quelle presenti nelle cantine vinicole

«Questi rivestimenti offrono numerosi vantaggi – continua Gattolin -. Innanzitutto, la rapidità di applicazione: possono essere stesi manualmente a rullo o pennello oppure spruzzati a caldo (tecnologia hot spray), garantendo una polimerizzazione immediata. In questo modo, si può camminare sulla superficie trattata già dopo pochi minuti, accorciando sensibilmente i tempi di cantiere». Un altro aspetto fondamentale è la sicurezza: queste soluzioni non richiedono l’uso di fiamme libere, un fattore determinante in ambienti sensibili come distillerie, aziende farmaceutiche o altre realtà in cui vi siano emissioni di solventi e alcoli. A differenza delle guaine bituminose applicate con l’uso di gas propano, le tecnologie senza fiamma riducono notevolmente i rischi. Inoltre, le membrane liquide sono ideali per la riqualificazione di coperture esistenti perché possono essere applicate senza interrompere la produzione sottostante. Grazie alla loro elevata adesione, queste membrane non necessitano di fissaggi meccanici, eliminando vibrazioni, rumori e altri disagi per le attività in corso. «Infine – conclude Gattolin – durabilità e versatilità completano il quadro: questi materiali garantiscono una resistenza certificata fino ad oltre i 25 anni e consentono la diretta installazione di pannelli fotovoltaici in conformità alle normative vigenti».

SikaProof per fondazione e copertura

Sia per le fondazioni che per le coperture, i manti impermeabili sintetici proposti da SIKA sono l’alternativa ai prodotti prefabbricati in bitume applicato a fiamma. «Questi materiali – spiega Giuseppe Palumbo, Product Engineer Roofing and Flexible Waterproofing Sika Italia – sono forniti in rotoli prefabbricati e vengono uniti tra loro tramite aria calda, fondendo le giunture e creando un rivestimento continuo per l’impermeabilizzazione di coperture, fondazioni e strutture interrate. Nel caso delle fondazioni si usano manti sintetici flessibili a base di poliolefine flessibili FPO che si legano direttamente al calcestruzzo». Questa soluzione si chiama SikaProof, un sistema dotato di uno strato di adesione ibrido che garantisce una connessione solida e duratura con il calcestruzzo. Dice Palumbo: «La membrana è altamente flessibile, in grado di fare ponte “crack bridging” su crepe e di resistere efficacemente all’acqua e al radon, limitandone la diffusione negli ambienti soprastanti. La sua installazione è semplice e rapida, richiedendo una preparazione minima e l’uso di nastri speciali o saldatura ad aria calda per sigillare le giunzioni». Il sistema è progettato per resistere a condizioni di terreno aggressive ed è particolarmente utile per strutture in cui l’infiltrazione d’acqua può rappresentare un problema importante. Anche per i tetti, esistono soluzioni a base di manti sintetici. Qui entrano in gioco due grandi famiglie di prodotti: quelli in polivinilcloruro plastificato PVC-p e quelli in poliolefine flessibili FPO. Questi ultimi, sempre più diffusi, offrono maggiore durabilità e sostenibilità ambientale. Afferma Palumbo: «In questo ambito Sika ha introdotto una novità assoluta: le poliolefine ibride, che combinano le caratteristiche delle poliolefine con quelle degli elastomeri, aumentando la resistenza meccanica fino a tre volte rispetto ai materiali tradizionali». Questi materiali sono disponibili persino in una innovativa versione auto-riparante Sarnafil® AT FSH; le prestazioni idro-espansive sigillanti dell’esclusivo gel incluso nel prodotto sono ad oggi state testate fino a 10.000 cicli di funzionamento. In quali casi scegliere un manto sintetico o un manto liquido? Risponde Palumbo: «Indubbiamente bisogna considerare le esigenze specifiche del caso. Poi subentrano questioni di tempistiche, costi, ecc. Qualunque sia la richiesta, SIKA sarà comunque in grado di soddisfarla».

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