Bevande alcoliche e nuovi consumi: come cambiano le regole del gioco?

Dai tempi del proibizionismo negli Stati Uniti, gli scenari globali di produzione e consumo di bevande alcoliche sono profondamente mutati. Tuttavia, il tema dell’alcol come causa di problematiche di tipo salutistico e sociale rimane cruciale e in tempi recenti è tornato prepotentemente alla ribalta per almeno tre motivi.

Il primo è l’inasprimento delle sanzioni previste per la guida in stato di ebbrezza dal Codice della strada entrato in vigore in Italia a fine 2024 (ma in altri Paesi le regole sono anche più restrittive). Il secondo è legato alle allerte salutistiche adottate dall’Irlanda per l’etichettatura del vino, fatto che – è stato più volte ribadito – creerebbe un precedente da “maneggiare con cura”, accomunando il vino ai superalcolici. Il terzo è la tendenza crescente a un consumo moderato di bevande alcoliche a livello globale. Una tendenza non solo dichiarata, ma confermata dai numeri: i dati del più recente sondaggio Bevtrac di Iwsr, il cui campione è scelto nei quindici principali mercati di consumo, indicano che il 48% degli intervistati ha “scelto attivamente di bere meno alcol” nei sei mesi precedenti.

Sempre secondo Iwsr, il calo dei consumi a livello globale, soprattutto in mercati considerati “maturi”, tra cui Stati Uniti ed Europa, è destinato a persistere nel medio periodo. E se le cause di questo trend sono di diversa natura, il bere moderato ne è comunque parte.

Possiamo dolercene? Decisamente no, perché la salute è un obiettivo imprescindibile e anche perché l’Europa stessa, come istituzione, da tempo insiste sul valore del bere responsabile, anche attraverso iniziative strutturate come Wine in Moderation, “programma di responsabilità sociale lanciato nel 2008 dal settore vinicolo europeo volto a contrastare l’abuso di bevande alcoliche, promuovendo un messaggio condiviso e globale per ridurne gli eventuali danni, educando e sensibilizzando a un consumo moderato e consapevole” (Fonte: Federvini).

Dunque, la moderazione nei consumi non è una tendenza passeggera, ma una realtà consolidata che sta ridefinendo il settore delle bevande alcoliche a livello globale. Una tendenza che parte dal basso e trova i suoi fondamenti nei cambiamenti degli stili di vita, nella crescente attenzione alla salute e al benessere e nella maggiore disponibilità di alternative analcoliche. I consumatori, di tutte le età e fasce di reddito, stanno consapevolmente scegliendo di ridurre il loro consumo di alcol, e iniziative come il “Dry January” sono solo la punta dell’iceberg.

Di fronte a questo scenario, l’industria delle bevande alcoliche è chiamata a reinventarsi. Ed è sempre Iwsr ad analizzare le strategie già poste in atto da player di primaria importanza e rivelatesi vincenti: esse si basano su “premiumizzazione” dei prodotti (meno volume, ma maggiore qualità e prezzo), maggiore attenzione all’innovazione e diversificazione dell’offerta, per aggiudicarsi le preferenze di un consumatore sempre più consapevole e informato, che sceglie con cura cosa bere e quando.

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