Bioluminescenza, il monitoraggio rapido per la sicurezza nell’imbottigliamento

Alitest promuove la bioluminescenza come marker rapido ed efficace per validare i processi di pulizia degli impianti

Il controllo accurato e tempestivo dei processi produttivi è un elemento fondamentale per garantire la sicurezza e la qualità del prodotto finale. Questo principio è particolarmente importante nel settore alimentare e delle bevande, dove una contaminazione batterica non rilevata in tempo, può causare danni economici significativi e, ancor più grave, rischi per la salute dei consumatori. Per evitare problematiche di sicurezza alimentare e costosi ritiri dal mercato con conseguenti danni per l’immagine aziendale, il monitoraggio delle materie prime e delle linee produttive deve essere costante e capillare.

Un approccio ottimale prevede il controllo della materia prima già all’ingresso e un quotidiano controllo delle linee produttive può rivelarsi un processo fondamentale per evitare sprechi di risorse e potenziali crisi aziendali. Idealmente, i controlli dovrebbero fornire riscontri immediati, così da individuare rapidamente i prodotti e i passaggi coinvolti in caso di contaminazione, permettendo di intervenire tempestivamente. Certo, molti lettori si chiederanno: “ma chi effettua controlli quotidiani con risultati immediati?” I test di microbiologia in laboratorio richiedono almeno 1/3 giorni per poter identificare un ipotetico inquinamento e nel mentre quanto prodotto è già stato imballato e spedito!

In realtà, la soluzione esiste ma, nonostante sia disponibile sul mercato da parecchio tempo, in Italia – a differenza di altri paesi – è ancora poco usata. Lo riscontra Domenico Ferreri, Amministratore Unico di Alitest, azienda italiana con sede a Viadana (MN) e attiva dal 1998 con una significativa esperienza nell’analisi e nel monitoraggio della sicurezza alimentare, inizialmente nel settore lattiero-caseario, poi allargato anche a quello delle bevande. Secondo Ferreri, la risposta alla domanda di un test affidabile, veloce, semplice ed economicamente sostenibile risiede nel sistema della bioluminescenza.

Il sistema di controllo ATP

La bioluminescenza è una tecnologia universalmente riconosciuta come valido metodo per monitorare l’igiene degli impianti.

«Si tratta di una verifica molto efficace, semplice e veloce, che evidenzia la presenza di inquinamenti organici. Il processo si basa sulla capacità di verificare la presenza e quantità di ATP sulle superfici sanificate. Il vantaggio di questa tecnologia risiede nella sua semplicità ma al contempo nella sua affidabilità. Pur non potendo distinguere la provenienza della fonte dell’ATP e non essendo in grado di indicare tipologia e carica batterica, permette però un primissimo controllo di pulizia che aiuta ad evitare danni maggiori quali il dover eliminare parte della produzione o, peggio, il dover richiamare prodotti dal mercato».

Ferreri tiene a sottolineare che il test a bioluminescenza non sostituisce i test microbiologici di laboratorio, ma ne rappresenta un complemento prezioso. «Uno dei principali vantaggi della bioluminescenza è la rapidità dei risultati, disponibili in pochi secondi, a differenza delle tradizionali analisi microbiologiche, che richiedono da 1 a 3 giorni. Questo consente di intervenire tempestivamente con azioni correttive, riducendo il rischio di contaminazioni. Proprio per questo, oltre al costo sostenibile in relazione ai vantaggi che porta, questo test dovrebbe essere condotto quotidianamente ed entrare nella routine delle aziende del Food&Beverage, applicato almeno a quei passaggi della produzione più soggetti ad inquinamento batterico».

Come funzionano le tecnologie di rilevamento dell’ATP?

L‘ATP (adenosina trifosfato) è una molecola essenziale per tutti gli organismi viventi. Si trova in tutte le cellule viventi: batteri, funghi e cellule di origine animale o vegetale. La sua presenza su una superficie o in un liquido è quindi un chiaro indicatore di una potenziale contaminazione microbiologica. Sebbene la presenza di ATP non confermi direttamente la presenza di batteri patogeni specifici, essa segnala comunque una scarsa pulizia. Se una superficie o un impianto produttivo contengono ATP dopo un ciclo di sanificazione, significa che non sono stati puliti adeguatamente e che possono essere ancora presenti microorganismi che continuano a contaminare la linea produttiva.

La bioluminescenza basata sull’ATP sfrutta la reazione tra ATP e la proteina luciferina, catalizzata dall’enzima luciferasi per produrre luce. Questa reazione avviene in molti organismi bioluminescenti, come le lucciole, e viene utilizzata nei dispositivi di rilevazione dell’ATP per monitorare la pulizia e la contaminazione microbica.

Applicazione della rilevazione dell’ATP

I test di igiene e monitoraggio della contaminazione sono abbastanza semplici da condurre e richiedono i seguenti passaggi:

  • si strofina il tampone sulla superficie da analizzare dove assorbe eventuali tracce di ATP presenti;
  • il tampone viene inserito in un bioluminometro, dove reagisce con un reagente contenente luciferasi e luciferina;
  • la luce emessa viene misurata dallo strumento in unità di luce relativa (RLU, Relative Light Units). Più la luce relativa è elevata, maggiore è la presenza di ATP

«Utilizzare i kit di bioluminescenza e il bioluminometro è semplice e condurre i test non richiede una particolare specializzazione», dice Ferreri. Eppure, a fronte di questi vantaggi e della facilità di esecuzione, in Italia la bioluminescenza non è ancora particolarmente usata. Come mai? Ferreri: «Credo che non vi sia ancora la consapevolezza di quanto questo test possa essere vantaggioso per un’azienda. Esso può realmente tutelare sia l’immagine aziendale che la qualità dei suoi prodotti. Ho la sensazione che manchi ancora una sufficiente consapevolezza su questo tema, il che potrebbe spiegare la scarsa diffusione del test». L’approccio di Alitest si basa su un rigoroso sistema di controllo che permette di identificare potenziali problemi prima che questi possano compromettere la produzione.

«Investire in strumenti di monitoraggio avanzati per le aziende significa non solo rispettare le normative vigenti, ma anche costruire una reputazione solida nel mercato, basata sulla sicurezza e sull’affidabilità dei propri prodotti. L’adozione di tecnologie di monitoraggio rapido, come il bioluminometro, rappresenta un passo fondamentale per il miglioramento della sicurezza alimentare», conclude Ferreri.

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